BENVENUTI IN QUESTO AMBIENTE DI CONDIVISIONE
creato per gli insegnanti dell'I.C. Don Lorenzo Milani di Guidonia

"La condizione educativa ideale è allora quella in cui rispetto, empatia e congruenza facilitano il conseguimento di quel livello di autoconsapevolezza che permette all'alunno di cogliere all'interno il suo processo formativo e di sintonizzarsi su di esso per tendere in modo efficace verso l'autorealizzazione. All'educatore spetta il non facile compito di "entrare" nel privato mondo percettivo dell'altro e di starci comodo; di essere sensibile, attimo dopo attimo, ai cambiamenti di percezione, sentimenti e significati che influiscono nell'altro: dalla rabbia alla tenerezza, dalla confusione all'insight."                                                     (Gordon-Insegnanti efficaci)

Quante volte ci siamo chiesti quale potrebbe essere il modo più efficace per entrare in sintonia con i nostri alunni; non esiste un metodo infallibile, unico. Ognuno dei nostri alunni ha il diritto di essere "accolto" in base alle caratteristiche peculiari della propria personalità. Sicuramente costruttivo è un approccio che vede nella pragmatica della comunicazione la sua forza, che fonda nella situazione comunicativa, verbale e non, il suo nodo cruciale. L'ascolto passivo, nel senso del non dire niente, i cenni di attenzione, le espressioni facilitanti, la necessità dell'ascolto attivo, sono tutti comportamenti comunicativi necessari affinchè la relazione insegnante-alunno sia simmetrico e di riconoscimento reciproco.Questo porta l'insegnante a trasformare il suo ruolo, a farsi ascolatore attento, a prendere in grande considerazione quanto l'alunno gli rimanda, anzi a sollecitarne la partecipazione. Possiamo parlare di una didattica come "comunicazione", e non come trasmissione, quando c'è circolarità, ascolto reciproco, flessibiità adattiva dell'itinerario di insegnamento. Comunicare non è soltanto trasmettere, è anche ascolatare e, ascoltando, modificare il proprio comportamento. Nell'allestire una buona proposta didattica si richiede all'insegnante una duplice attenzione: agli elementi di natura affettiva, gli allievi con i loro bisogni, aspettative, desideri e le competenze pregresse,che costituisce un patrimonio ben radicato con cui l'offerta scolastica dovrà fare i conti. L'insegnante dovrà adoperarsi perchè le aspettative di partenza evolvano in vera e propria "motivazione" e, contemporaneamente, perchè le cognizioni in ingresso valgano al raggiungimento del "successo formativo".


L'insegnante efficace come dice Pennac non demorde e non giustifica se stesso scaricando la responsabilità su altri. "Gli insegnanti che mi hanno salvato non erano formati per questo. Non si sono preoccupati dell'origine della mia infermità scolastica. Non hanno perso tempo a cercarne le cause e tanto meno a farmi la predica... Hanno capito che occorreva agire tempestivamente. Si sono buttati di nuovo, giorno dopo giorno, ancora e ancora... Alla fine mi hanno tirato fuori. E molti altri con me. Ci hanno letteralmente ripescati. Dobbiamo loro la vita".
Pertanto le due dimensioni dell'insegnante che favoriscono la riuscita dell'attività educativa sono: accoglienza, intesa come capacità di riconoscimento e di valorizzazione del vissuto emozionale degli alunni (prendersene cura), e la competenza didattica intesa come padronanza delle procedure di mediazione e di facilitazione dell'apprendimento.
Queste due dimensioni si manifestano nel saper leggere le attese di superficie degli alunni in termini di bisogni profondi e di predisporre le risposte attraverso un'azione didattica non trasmissiva e unidirezionale, ma interpretata secondo le modalità di dialogo. In tale rapporto di circolarità tra azione d'insegnamento e processo d'apprendimento, sembra consistere la "chiave" del successo formativo e, dunque, della qualità dell'offerta scolastica.

OBIETTIVO di questo AMBIENTE è:

Promuovere un ambiente inclusivo e flessibile, passando così da una didattica unicamente "trasmissiva" ad una didattica attiva, in cui ci si prenda cura di tutti e di ciascuno!